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Accoglienza, integrazione e educazione alla cittadinanza mondiale

CIES Onlus

23 Junho 2022

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Accoglienza, integrazione e educazione alla cittadinanza mondiale

“L’inserimento lavorativo come leva di integrazione a lungo termine è strategico” – Elisabetta Melandri

Quest’anno il CIES Onlus è stato premiato dall’UNHCR con il logo Welcome -WorkingForRefugeeIntegration per l’impegno nel biennio 2020-2021 a sostegno dell’inserimento professionale di oltre 6.000 rifugiati. “L’inserimento lavorativo” ha spiegato la presidente del CIES Elisabetta Melandri “va oltre l’accoglienza. Restituisce dignità, fiducia e rende più accettabile una vita sradicata dalla propria terra per cause di forza maggiore. Al tempo stesso, le imprese che danno ai rifugiati questa opportunità, guadagnano in ricchezza culturale e competenze talvolta davvero di alto livello e ‘diverse’ dagli schemi eurocentrici e autoreferenziali ”.

 

Federica Fioretti, responsabile dello Sportello di orientamento alla formazione e al Lavoro (SOFeL), ha raccontato ai microfoni di Magazine InBlu 2000, il lavoro ormai pluridecennale del CIES Onlus per favorire l’inserimento lavorativo dei rifugiati ma anche di italiani e giovani NEET.

 

“Nel periodo della pandemia, naturalmente, abbiamo sofferto moltissimo delle restrizioni anche perché i settori dove realizziamo gli inserimenti, come il turismo e la ristorazione, sono stati quelli più colpiti dall’emergenza Covid. Ciò nonostante, siamo andati avanti e con buoni risultati. Penso a Umba, una giovane mamma congolese, che ora finalmente ha una posizione lavorativa e può provvedere a suo figlio”.

 

Per promuovere la creazione di percorsi individuali, incentrati sulla persona, è fondamentale lavorare prima di tutto al rapporto di fiducia e alla motivazione. Il passo successivo è fare emergere saperi e competenze, sia in ambito formale che informale, perché spesso chi si rivolge a noi non ha avuto accesso a una formazione specialistica ma ha comunque molte competenze maturate nel suo percorso di vita.

 

“Abbiamo potuto accompagnare centinaia di persone provenienti da qualsiasi parte del mondo, afghani e ucraini – a causa delle ultime due emergenze – ma anche rifugiati che arrivano da paesi africani, instabili o dilaniati da conflitti che spesso i media mainstream tendono a dimenticare, o persone che scappano per una diversità di cui sono portatori che non è accettata dalla cultura e dalla società di riferimento”.

 

Lo sportello, che è attivo presso lo Spazio giovani e Scuola d’arte MaTeMù, è aperto a italiani e stranieri e offre percorsi di orientamento e anche di apprendimento della lingua italiana, indispensabile per l’inserimento. La fascia giovanile è la più presente e la più difficile. Sono soprattutto i giovani migranti, infatti, ad avere necessità di lavorare subito per supportare le famiglie di provenienza. E spesso questa urgenza li espone a un rischio di sfruttamento lavorativo. Per questo abbiamo avviato dei veri e propri laboratori conoscitivi su quello che è il mercato del lavoro, le sue regole, sui diritti che è necessario far valere.

 

E poi anche formazione e corsi qualificanti che possono favorire l’ingresso nel mondo del lavoro. Da febbraio ad oggi, ad esempio, abbiamo avviato un corso per 30 giovani che hanno conseguito la patente per addetto alla conduzione del carrello elevatore per lavorare nei magazzini o nei cantieri. Altri hanno ottenuto attestati di montaggio e smontaggio ponteggi per lavorare in edilizia, oggi molto richiesta. Nessun lavoro è per sempre, per questo accompagniamo le persone affinché possano formarsi per entrare nel mercato del lavoro, anche attraverso un tirocinio, e affinché possano poi muoversi autonomamente, con cognizione dei propri diritti e del contesto di riferimento. “Per noi l’autonomia è fondamentale” conclude Federica Fioretti “Una volta che una persona si è formata, ha acquisito esperienza sul campo e conosce i propri diritti, ha anche maggiore potere contrattuale. Questo tutela loro, tutela noi tutti”.

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