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Afghanistan: ora garantiamo il diritto d’asilo alle persone in fuga

Per l’accoglienza dei profughi afghani, “l’UE, i suoi Paesi membri e l’Italia, che hanno una significativa parte di responsabilità in quanto sta avvenendo, devono mettere in campo iniziative all’altezza della tragedia che si svolge davanti ai nostri occhi“. È quanto sottolinea il Tavolo Asilo e Immigrazione nel documento programmatico che raccoglie le proposte per l’accoglienza dei profughi afghani, presentato l’8 settembre presso la sede della FNSI – Federazioni Nazionale Stampa Italiana.

 

Il processo di evacuazione che ha interessato alcune migliaia di persone e che non potrà proseguire a causa della chiusura delle operazioni e del progressivo deterioramento della situazione” si legge nel documento “non può certamente rappresentare l’unica azione messa in atto dai Governi dell’Unione Europea“. La situazione politica in Afghanistan, dopo la partenza dei contingenti militari, resta estremamente tesa e la popolazione civile continuerà ad essere esposta al rischio di violenza, peraltro in quadro economico disastroso, con quasi 11 milioni di cittadini afghani in stato di emergenza o grave crisi alimentare. Come riporta l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, nelle ultime settimane decine di migliaia di persone hanno dovuto abbandonare le loro case andando ad aggiungersi ai più di 5 milioni di sfollati interni già presenti nel Paese.

 

A fronte delle conclusioni del Consiglio UE dei Ministri degli Interni, tenutosi il 31 agosto scorso, che di fatto escludono un impegno degli Stati Membri ad accogliere i cittadini afghani in fuga, Italia ed Europa devono attivarsi da subito e con strumenti concreti” sottolinea Schiavone (ASGI) “alcuni già previsti dalla normativa vigente”. A partire da un ampio programma di ricollocamenti e trasferimenti, da attuare anche dai paesi di transito e dalla concessione di visti temporanei attraverso l’attivazione della Direttiva europea 55 del 2001, adottabile a maggioranza qualificata. E poi: la sospensione di qualsiasi diniego, respingimento, rimpatrio forzato nei confronti degli afghani già presenti sul territorio dell’UE, garantire assistenza e protezione umanitaria ai 39 milioni di afghani rimasti nel Paese, consentire l’accesso in sicurezza, con un particolare riguardo ai casi più vulnerabili.

 

L’emergenza della crisi afghana va affrontata in un quadro di politiche coerenti che riguardano sia gli interventi di aiuto umanitario che le politiche relative ai programmi di ingresso protetto e di accoglienza, per questo il documento programmatico si conclude proponendo l’istituzione di un Tavolo di coordinamento unitario sull’Afghanistan che veda il coinvolgimento dei Ministeri interessati, a partire dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dal Ministero dell’Interno, delle rappresentanze ong e delle organizzazioni del Tavolo Asilo e Immigrazione, oltre a rappresentanti degli Enti Locali e delle Regioni.

Aderiscono al Tavolo Asilo Nazionale: A Buon Diritto, Acli, Action Aid, Amnesty International Italia, Arci, Asgi, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cies, Cir, Cnca, Conggi, Comunità Papa Giovanni XXIII, Emergency, Europasilo, Focus- Casa dei diritti sociali, Fondazione Migrantes, Intersos, Legambiente, Medici del mondo Italia, Medici per i diritti umani, Movimento italiani senza cittadinanza, Oxfam Italia, Refugees Welcome Italia, Save the Children, Senza Confine. E inoltre Aoi, Cini, Link2007, e Grei250.

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