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In questa performance di Teatro Forum ci sono 5 scene in cui vengono rappresentati varie situazioni di discriminazione. Nella prima scena, ambientata in una classe di scuola secondaria, entra un’insegnante e fa l’appello. Quando arriva il momento di pronunciare il nome di un ragazzo rumeno (arrivato da pochi mesi in Italia) l’insegnante, che ha delle difficoltà a farlo, propone al ragazzo di chiamarlo Marco in modo da facilitare le cose. Le compagne di classe lo prendono in giro e lo emarginano. Solo una ragazza lo invita a cena a casa sua e poi ad andare ad una festa. Nella seconda scena il ragazzo rumeno e la ragazza vanno a cena a casa della ragazza e anche qui il nostro amico deve confrontarsi con una famiglia un po’ razzista. Infatti la madre, allla fine della scena, impedisce alla figlia di uscire con il ragazzo. Nella terza scena siamo nuovamente in classe, un’altra insegnante manda “Marco” alla lavagna perchè l’ha trovato impreparato sul verbo essere. Le compagne di classe si lamentano e lo prendono in giro. Il ragazzo si allontana dalla lavagna, va verso la finestra e la apre, una delle ragazze si alza, lo afferra per il braccio e gli dice: “ E te credo che te voi suicidà, guarda come vai in giro vestito!!!” La quarta scena è ambientata in una casa. C’è una signora, la mamma di “Marco”, che fa le pulizie per pochi euro l’ora, e chiede un’aumento alla padrona di casa, ma questa glielo nega. Nell’ultima scena “Marco” torna a casa e chiede alla madre dei soldi per comprarsi dei vestiti alla moda. La madre cerca di fargli capire che non ha molti soldi e che comunque deve farsi accettare per quello che è e non per quello che indossa, ma senza successo. La scena si conclude nel seguente modo: il ragazzo ottiene i soldi e rilancia dicendo che il giorno dopo le parlerà pure del cellulare che si vuole comprare.

 

Personale impiegato: 5 attori e 1 Jolly (facilitatore di comunicazione)

 

Target: massimo 80 persone a replica massimo 80 ragazzi/e a replica delle scuole secondarie

 

Durata: 1 h e 30 minuti

 

Spazio:  La rappresentazione può essere fatta in un teatro, ma anche in una grande sala (non in palestra)

 

Scenografie: 5 sedie

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