“UN PIANETA MIGRANTE” è un percorso teatrale interattivo, uno spazio concepito in modo da assegnare un ruolo attivo al visitatore che viene messo in condizione, attraverso il meccanismo del gioco di ruolo, di rivivere la condizione del rifugiato, dell’immigrato, della ragazza vittima di tratta.
Questo approccio consiste in un viaggio a tappe nel corso del quale il visitatore vive, attraverso un vero e proprio gioco di ruolo, l’esperienza dell’emigrazione forzata. Un viaggio che parte dall’assunzione dell’identità di uno dei 3 personaggi proposti, per concludersi con la concessione o meno del permesso di soggiorno nel paese di accoglienza.
La Mostra si rivolge all’opinione pubblica in generale. La sua valenza “educativa” la rende particolarmente adatta ad un pubblico giovanile. Nelle edizioni già realizzate, (Napoli, Macerata, Bari, Palermo; Roma) in particolare, le scuole sono state tra i visitatori privilegiati dell’evento ma, grazie alla tecnica del gioco di ruolo, i visitatori adulti si sono lasciati coinvolgere e si sono immedesimati facilmente nelle vicissitudini del personaggio scelto.
Nelle edizioni realizzate la mostra ha rappresentato:
La chiave principale dell’interattività della mostra consiste nell’animazione da parte di operatori e operatrici (possibilmente immigrati o rifugiati) che, attraverso la tecnica del gioco di ruolo, impersonano la società di accoglienza, suscitando nel visitatore un effetto di “estraneità” simile a quello che prova il rifugiato o l’immigrato al momento dell’ingresso nel nuovo paese di accoglienza.
I Personaggi (e le loro storie) rappresentati nella mostra-teatro sono tre:
Ogni gruppo in entrata verrà diviso in tre gruppi per nazionalità
Nello spazio accoglienza (che precede il gioco vero e proprio) un animatore, dopo aver diviso la classe in 3 gruppi (Bangladesh, Somalia e Nigeria), spiegherà le regole del gioco, consegnerà ai partecipanti le bandierine/paese e le carte d’identità. Il gruppo leggerà le storie dei tre personaggi per comprendere le motivazioni che li spingono a lasciare il proprio paese e il viaggio fino all’arrivo alle coste libiche.
Prima che i partecipanti partano per il viaggio, verranno fatte loro delle domande sui personaggi e sui contesti di provenienza per fare in modo che i ragazzi si ricordino tutte le informazioni necessarie per interpretare il personaggio.
Nel nostro percorso, basato sul gioco di ruolo dal vivo, tutti i personaggi attraverseranno il mare su un gommone. In questa animazione verrà fatto percepire loro il senso del pericolo e le varie difficoltà di un viaggio del genere. Per fare questo i ragazzi verranno bendati per tutta la durata del viaggio in gommone (10 minuti circa)
Una volta “arrivati in Italia”:
Nella tappa successiva:
Siamo giunti agli esiti dei percorsi:
I partecipanti riceveranno gli esiti (delle schede appositamente create) che saranno diversi per ogni personaggio: c’è chi verrà rimpatriato, chi otterrà lo status di rifugiato, chi un permesso di soggiorno….
La fase finale consiste nella piazza. Qui il percorso teatrale termina per lasciare spazio al debriefing: un’ educatrice facilita i ragazzi nella rielaborazione del percorso fatto. Dopo avere espresso le proprie emozioni sull’esperienza vissuta e aver condiviso le storie e i percorsi, vengono date maggiori informazioni sulle reali condizioni dei migranti e su come fattori quali il cambiamento climatico e l’inquinamento, dovuti all’intervento dell’uomo, incidono anche sulle migrazioni. Infine i ragazzi sono invitati a scrivere una lettera/un messaggio al personaggio che hanno interpretato.
Contatti
Pino Giordani – p.giordani@cies.it – 06.77264639
Valentina Di Odoardo – v.diodoardo@cies.it – 06.77264661
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