Io Viaggio Equo e Solidale

CIES

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Si tratta di una mostra – gioco interattiva, rivolta a bambini delle scuole elementari  e medie inferiori sul tema del Commercio Equo e Solidale.

Il CIES è un’organizzazione non governativa costituitasi nel 1983 e riconosciuta idonea  dal Ministero degli Affari Esteri e dalla Commissione dell’Unione Europea ad operare nel settore della cooperazione allo sviluppo con i paesi del Sud del Mondo e nel settore dell’educazione allo sviluppo.

Il tema viene affrontato attraverso percorsi didattici interattivi e multimediali basati sulla tecnica del gioco di ruolo. I ragazzi seguono il percorso di tre prodotti tipici del commercio equo e solidale (cacao, banana e pallone) provenienti da Africa centrale(GHANA), Centro America (ECUADOR) e Asia (PAKISTAN). Il gioco  permette loro di seguire a ritroso il “viaggio” di questi prodotti, scoprire da dove vengono e quali sono le condizioni di lavoro nel Sud del Mondo.

Proiettati in una realtà a loro estranea, confrontandosi con problematiche a loro sconosciute, i bambini vengono guidati lungo un percorso che, attraverso animazioni, scenografie a grandezza naturale, video, immagini, suoni e “canovacci” appositamente gestiti da animatori,  ripropone le problematiche del commercio internazionale mostrando come vi si possa porre rimedio costruendo un circuito alternativo: quello del commercio equo e solidale.

 

 

A chi si rivolge

 

Il gruppo-bersaglio della mostra sono bambine/i e ragazze/i in età scolare, in particolare, come si è già detto, delle scuole elementari e medie inferiori. L’azione è anche rivolta all’opinione pubblica in generale e al mondo dei mass-media, in quanto l’obiettivo ultimo è, comunque, la sensibilizzazione della società civile rispetto al tema degli squilibri tra nord e sud del mondo.

 

 

Come si sviluppa il percorso didattico

 

L’intero percorso si sviluppa seguendo seguendo il viaggio dei prodotti del commercio equo:

  •  Nella prima tappa il bambino fa la conoscenza di uno dei personaggi protagonisti del viaggio (coltivatore di cacao o di banane, bambino-lavoratore in una fabbrica di palloni) attraverso l’ascolto della sua storia. Il tutto si svolgerà in un ambiente che favorisce, attraverso oggetti, musica e immagini la ricostruzione del contesto di origine (Centro America, Africa Australe, Sud Est Asiatico). Dopo aver ascoltato la storia, saranno loro ad assumere l’identità dei lavoratori del sud del mondo.
  • La seconda tappa riguarda quindi le condizioni di lavoro nei Paesi di provenienza dei prodotti. I bambini sperimenteranno le vicissitudini dei contadini e bambini-lavoratori costretti a ritmi di lavoro incalzanti per paghe inadeguate e in condizioni precarie.
  • La terza tappa vede il passaggio ad un modo di produzione diverso: quello del commercio equo e solidale. Invitati da un animatore a prendere contatto con gli importatori del circuito equo-solidale, i ragazzi iniziano una “nuova vita”: un lavoro e un guadagno più dignitosi per i contadini, la scuola e il gioco per i  bambini strappati allo sfruttamento della fabbrica di palloni.
  • Nella quarta tappa si realizza il viaggio del prodotto, trasportato con vari mezzi nel nostro Paese. I ragazzi, smessi i panni dei produttori, indossano quelli dei prodotti per seguire il loro arrivo nei supermercati e nelle botteghe del mondo italiane. Prima però li aspettano nuove difficoltà: il Mercato non è molto aperto nei confronti dei prodotti del commercio equo e solidale…
  • Nella quinta tappa si ha l’approdo ai supermercati e alle botteghe del mondo, e il confronto con i consumatori: i bambini tornano in contatto con una situazione familiare, quella dell’acquisto e del consumo, ma questa volta nei panni dei prodotti!

Il percorso è allestito con scenografie teatrali costruite su pannelli alti 4,50 metri in un’area espositiva di 400 mq. circa. Lungo il percorso sono presenti circa 10  animatori esperti appositamente formati

 

Quali sono gli obiettivi principali

 

 Obiettivo generale del progetto è un’azione di educazione ai diritti umani, svolta attraverso la formazione sul tema del commercio equo e solidale ed in particolare su:

  • Il problema delle precarie condizioni di lavoro nei Paesi del Sud del mondo
  • Il dramma del lavoro minorile
  • I meccanismi del commercio tradizionale
  • Il funzionamento del Commercio Equo e Solidale

In particolare l’azione di educazione è finalizzata a modificare informazioni, con l’obiettivo specifico di aumentare il livello di consapevolezza, conoscenza e sensibilità dei ragazzi rispetto al fenomeno in questione. Si vuole favorire, tal modo, la creazione di una cultura della solidarietà con il sud del mondo, basata non sulla carità, ma sull’appoggio concreto a meccanismi economici più giusti, secondo lo slogan lanciato già cinquant’anni fa dall’UNCTAD: “Trade, non aid”, cioè Commercio, non Aiuti. Allo stesso tempo il CEeS non vuole essere solo un commercio, ma uno scambio tra persone, ed è per questo che l’immedesimazione è importante: ai ragazzi è mostrato che dietro l’oggetto di uso quotidiano come il pallone o il bene di consumo ci sono dei volti e delle storie.

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