Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content

La Mediazione Interculturale del CIES. A che punto siamo?

CIES Onlus

07 April 2020

1 Comment

La Mediazione Interculturale del CIES. A che punto siamo?

ALCUNE CONSIDERAZIONI GENERALI

Dove e quando possibile, in questo momento decisamente straordinario, il CIES propone l’alternativa del servizio di mediazione da remoto. Una modalità di erogazione del servizio che ha spesso rappresentato per noi un’alternativa di “serie B”.

 

Come sempre ci teniamo a sottolineare, infatti, il mediatore interculturale è chiamato a tradurre non solo le parole dette, ma anche i significati culturali che sono dietro quelle parole e il linguaggio non verbale che a quelle parole contribuisce a dare un senso. Il mediatore interculturale è un facilitatore della comunicazione e della relazione tra persone, sua caratteristica è anche la capacità di attivare un ascolto empatico.

 

È facile capire quanto sia difficile raggiungere tutto questo attraverso interventi di mediazione “a distanza “.

 

Tuttavia, sicuramente oggi anche la mediazione “smart” rappresenta una valida alternativa.

 

In questo difficilissimo momento è evidente che, sebbene la preoccupazione principale resti quella di garantire la salute di tutte le collaboratrici e i collaboratori, anche la preoccupazione per le ripercussioni economiche è molto alta. L’operato del CIES si basa su finanziamenti, pubblici e privati, che non sono mai garantiti “a prescindere”, i nostri progetti hanno sempre una data di inizio e una data di fine e, in alcuni casi, vanno “a consumo”, per questo siamo consapevoli che, a seguito dell’emergenza sanitaria, ci sarà un impatto negativo, anche dal punto di vista economico. La precarietà del nostro Ente si ripercuote anche sui collaboratori coinvolti nei nostri progetti. Quando i servizi si fermano, anche i mediatori e le mediatrici sono costretti a farlo, ma quando tutto sarà tornato alla normalità sicuramente le attività riprenderanno e quindi è proprio il caso di dirlo: SPERIAMO CHE QUESTA QUARANTENA FINISCA PRESTISSIMO!

 

Di seguito una breve descrizione dello stato dell’arte dei servizi di interpretariato e mediazione interculturale erogati dal CIES.

 

 

QUESTURE

I servizi di mediazione nelle Questure proseguono la loro attività anche in questo periodo di emergenza sanitaria. Benché gli Uffici Immigrazione abbiano temporaneamente sospeso i consueti servizi di sportello e di assistenza alla compilazione delle richieste di asilo, i mediatori del CIES continuano a svolgere attività di supporto e traduzione presso gli uffici di Polizia.

 

Sin dall’inizio dell’emergenza, le Questure di tutto il territorio nazionale hanno messo in atto procedure di protezione per evitare il sovraffollamento degli ambienti di lavoro e per garantire le distanze di sicurezza interpersonali, al fine di salvaguardare la salute dei mediatori e del personale degli uffici di Polizia.

 

Quella di garantire la continuità del servizio anche in questo particolare momento storico è una scelta che si sta rivelando importante alla luce degli eventi recenti: abbiamo potuto constatare che il movimento migratorio, anche se a un ritmo molto più blando, non si ferma neanche davanti alla pandemia globale. A dispetto del lockdown, nelle ultime settimane si sono verificati degli sbarchi autonomi lungo alcune coste italiane (Crotone e Brindisi), che hanno sollecitato l’impegno dei mediatori al fianco del personale di Pubblica Sicurezza.

 

 

COMMISSIONI TERRITORIALI

Le audizioni per il riconoscimento della protezione internazionale sono sospese di conseguenza è sospeso anche il servizio di mediazione ed interpretariato presso le Commissioni Territoriali, fatta eccezione per qualche residuale servizio di traduzione che continua ad essere svolto da remoto. Al momento, quindi, CIES svolge prevalentemente lavoro di back office, restando sempre in contatto costante con gli interpreti, per assisterli nel caso abbiano domande e per aggiornarli sulla situazione.

 

 

AMBITO SOCIO SANITARIO

Il servizio di mediazione erogato dal Cies nella modalità “a chiamata”, prosegue presso l’ospedale Gemelli, il SPDC (Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura) dell’ospedale Forlanini e i CSM (Centro di Salute Mentale) del territorio della ASL RM2. Tuttavia, a partire dai primi di marzo, le richieste di servizio hanno subito una flessione significativa.

 

Quando possibile, i mediatori interculturali del CIES prestano servizio di mediazione interculturale a distanza (interpretariato telefonico).

 

 

CENTRO DELLA GIUSTIZIA MINORILE DEL LAZIO

A partire da metà marzo, il servizio di mediazione erogato presso l’IPM (Istituto Penale Minorile) di Casal del Marmo e il CPA (Centro Prima Accoglienza) è stato sospeso. Non potendo essere sempre garantite le misure di prevenzione (distanza di sicurezza tra le persone) e per la nota scarsità dei dispositivi di protezione personale (adeguate mascherine in primis), i 4 mediatori interculturali del CIES si stanno astenendo dal prestare servizio. Per le stesse ragioni anche il servizio di mediazione “a chiamata” presso le strutture che afferiscono all’USSM (Uffici di Servizio Sociale per i minorenni) è attualmente sospeso.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Loading...