Il 10 ottobre si celebra la Giornata mondiale della salute mentale, un momento per riflettere sulle sfide che riguardano il benessere psicologico, anche quello dei giovani.
Il rapporto di Openpolis realizzato insieme a Con i Bambini offre uno sguardo nitido (e preoccupante!) sullo stato della salute mentale tra ragazze e ragazzi in Italia. Un quadro che, se letto con attenzione, mostra come la fragilità adolescenziale non sia un’emergenza improvvisa, ma un fenomeno strutturale che richiede risposte sistemiche, integrate e comunitarie.
L’adolescenza è infatti una fase cruciale e delicata della vita, un tempo di trasformazioni fisiche, emotive e sociali profonde. È anche il momento in cui si manifestano per la prima volta la maggior parte dei disturbi: secondo i dati raccolti da Openpolis, circa 3 disturbi su 4 che durano tutta la vita insorgono prima dei 24 anni.

Per questo la salute mentale di ragazze e ragazzi rappresenta un indicatore fondamentale del benessere complessivo di una comunità. Comprendere i segnali di disagio, intercettarli precocemente e creare intorno ai giovani contesti di ascolto e sostegno è una responsabilità collettiva che riguarda scuole, famiglie, servizi e istituzioni.
Un quadro complesso: i numeri della salute mentale tra gli adolescenti
Openpolis ha utilizzato un indice di salute mentale elaborato per misurare il benessere psicologico degli adolescenti italiani. Si tratta di una misura di disagio psicologico ottenuta attraverso una sintesi delle quattro dimensioni principali della salute mentale: ansia, depressione, perdita di controllo comportamentale o emozionale e benessere psicologico. L’indice varia tra 0 e 100: più è elevato, migliori sono le condizioni psicologiche.
- Nel 2024, l’indice si è attestato a 71,8 (in crescita rispetto al 70,9 del 2023)
- Nonostante questo lieve miglioramento, i livelli restano più bassi rispetto al periodo pre-pandemico
In altre parole, la pandemia ha lasciato una ferita profonda e duratura nella salute mentale dei giovani, e la ripresa è ancora parziale.
Un altro dato significativo riguarda le differenze territoriali: l’indice varia da 76,4 in Trentino-Alto Adige a 66,7 in Campania, a testimonianza del ruolo fondamentale del contesto locale nel determinare il benessere psicologico. Le disparità sono evidenti anche tra aree urbane e periferiche, dove spesso mancano servizi specializzati e reti educative solide.

Non solo un problema sanitario: le cause strutturali del disagio
Se la salute mentale di alcuni adolescenti resta critica non è una questione di ordine esclusivamente sanitario.
Il disagio psicologico adolescenziale è infatti strettamente legato a fattori come:
- povertà educativa, ovvero mancanza di accesso a esperienze formative di qualità
- isolamento sociale, accentuato dalla pandemia e da trasformazioni culturali profonde
- fragilità relazionali nelle famiglie e nelle comunità
- difficoltà scolastiche, spesso non intercettate per tempo
“La salute mentale può influenzare profondamente il modo in cui gli adolescenti affrontano le norme e le strutture sociali, incidendo sui risultati scolastici e sulla transizione verso il lavoro, le relazioni intime e la formazione di una famiglia, l’esposizione e la partecipazione alla violenza, così come le interazioni con il mondo digitale” – The Lancet Commissions, A call to action: the second Lancet Commission on adolescent health and wellbeing
Parlare genericamente di “crisi della salute mentale” rischia dunque di nascondere cause strutturali radicate nella società, che rimangono ancora troppo poco esplorate e che devono essere prese in considerazione nell’impostazione di politiche pubbliche rivolte al benessere di minori e adolescenti.

Il ruolo chiave del territorio e il Progetto BIG
Il rapporto evidenzia come la scuola sia un osservatorio privilegiato per intercettare i segnali di disagio, ma non può agire da sola.
Molti insegnanti non hanno strumenti adeguati per riconoscere precocemente il malessere o per attivare reti di sostegno. I servizi territoriali, laddove presenti, spesso non comunicano efficacemente tra loro.
La salute mentale adolescenziale non può essere affrontata con interventi spot o campagne una tantum. Servono strategie lunghe, comunitarie e territoriali, capaci di dare continuità alla cura e all’ascolto.
Il Progetto BIG – Benessere Inter Generativo nasce esattamente per tentare di colmare questo vuoto, lavorando per creare reti solide e alleanze educative tra adolescenti, famiglie, scuole, operatori, psicologi e istituzioni, superando i confini tra educazione formale e informale.
Per costruire un villaggio reale attorno ai giovani, dove nessuno resti solo di fronte alle proprie fragilità.
“Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio. Questo principio guida il nostro lavoro: nessuno può farcela da solo, né i ragazzi, né le famiglie, né la scuola.”

SCOPRI DI PIÙ SUL PROGETTO
LEGGI IL RAPPORTO DI OPENPOLIS
Il progetto BIG – Benessere Inter Generativo è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.
