Nel mese di marzo, presso Casa di Giorgia – struttura del Centro Astalli che accoglie donne rifugiate, sole o con bambini, all’interno del sistema SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) – si è svolto un ciclo di 8 incontri del percorso formativo AMIL, finalizzato all’inserimento lavorativo.
L’attività è stata realizzata nell’ambito del progetto AMIL – Alliance Multi-stakeholders for Migrants Integration and Labour, che promuove percorsi di integrazione sostenibile per cittadinx di paesi terzi attraverso la metodologia MEIC (Migrants Economic Integration Cluster).
CIES, capofila del progetto, presenta di seguito le caratteristiche e le modalità di attuazione di questo percorso.
Il programma di formazione, completamente gratuito, è rivolto a donne migranti con l’obiettivo di rafforzare la loro occupabilità attraverso attività di empowerment e laboratori creativi. Per facilitare la partecipazione, il progetto AMIL ha scelto di svolgere le attività direttamente all’interno del centro, rispondendo così ai bisogni delle beneficiarie.
Il percorso è stato strutturato in tre aree principali:
- La prima è stata un workshop sull’occupabilità, dedicato all’esplorazione degli strumenti essenziali per l’inserimento nel mercato del lavoro in Italia.
- La seconda ha riguardato un percorso di empowerment personale, volto all’autoconsapevolezza, al riconoscimento dei propri punti di forza e delle aree di miglioramento, e alla definizione di strategie per raggiungere i propri obiettivi.
- La terza area è stata un laboratorio artistico-espressivo, progettato per sviluppare le soft skill, preziose anche in ambito professionale.
Quest’ultimo laboratorio ha trasformato lo spazio in un ambiente di espressione, connessione e immaginazione condivisa. Attraverso strumenti semplici come la pittura e il decoupage, è stato possibile creare un contesto accessibile anche in presenza di barriere linguistiche, permettendo alle partecipanti di esprimersi senza il bisogno delle parole. Il linguaggio visivo ha reso possibile la condivisione di esperienze complesse, favorendo l’emersione di emozioni e un dialogo spontaneo tra le presenti.
Il percorso ha accompagnato donne di diverse origini e paesi – tra cui Cina, Brasile, Pakistan, Cuba e diversi paesi africani – in un viaggio narrativo progressivo che ha attraversato le radici personali, le esperienze vissute nel presente e le aspirazioni per il futuro.
Tutti i laboratori sono stati condotti utilizzando un approccio interattivo e non formale, che ha permesso di superare le barriere linguistiche e favorire una partecipazione attiva e inclusiva.
Il valore più profondo dell’esperienza è emerso nella sua dimensione relazionale. Si è sviluppata una forte capacità di cura reciproca, espressa attraverso gesti spontanei di accoglienza e attenzione, trasformando i laboratori in un autentico spazio di scambio umano e sociale.
L’esperienza conferma quanto, nei percorsi di accoglienza e integrazione, siano centrali la connessione tra le persone, l’empowerment e la costruzione di prospettive future. In particolare, evidenzia il ruolo fondamentale dell’educazione non formale e dell’interazione come strumenti per superare le barriere linguistiche e culturali.
Lo scambio è stato prezioso anche per i formatori e gli operatori del centro, offrendo l’opportunità di osservare da vicino le dinamiche quotidiane del contesto di accoglienza e delle attività formative.
Il progetto AMIL – Alliance Multi-stakeholders for Migrants Integration and Labour costruisce partnership locali in Italia, Grecia e Cipro, espandendo al contempo il proprio impatto a livello regionale ed europeo. Il progetto promuove servizi integrati e quadri politici inclusivi che possano durare nel tempo, oltre la conclusione del progetto stesso.
