A Matemù la scienza diventa un linguaggio per esplorare ciò che sentiamo. Ogni martedì tra gli 11 e i 25 anni si incontrano con il fisico Lorenzo Foti per discutere di buchi neri, stelle e fenomeni emersivi. Non si tratta solo di nozioni scolastiche, ma di un modo per “abitare” le proprie emozioni e riflettere sulle dinamiche relazionali.
“Abbiamo pensato di parlare di scienza in modo diverso. Quest’anno il tema è lo “stare”: in un posto, nelle relazioni, in un momento”, spiega l’educatrice Cristina Gasperin.
Matescienza, così si chiama l’incontro, non è una lezione tradizionale, ma di un momento in cui ragazzi e ragazze si siedono insieme per parlare di stelle, buchi neri e termodinamica insieme a un fisico, usandoli come specchio per guardarsi dentro. Quest’anno il cuore degli incontri è il tema dello “stare”: abitare un posto, vivere una relazione, abitare il proprio corpo e il presente. Attraverso esperimenti visivi e riflessioni scientifiche, i giovani partecipanti esplorano concetti complessi.

Matescienza non è un’attività isolata, ma è parte integrante di Dar Core (Dibattito Animato Riguardo a COrpi e RElazioni). È un presidio educativo dove il corridoio diventa il luogo privilegiato per parlare di ciò che accade fuori e dentro di sé, imparando a riconoscere dinamiche tossiche e a costruire legami sani.
In questo spazio, l’arte e la scienza si fondono per dare ai giovani gli strumenti per “decostruire” la realtà e dare un nome alle proprie emozioni, senza che nessuno dall’alto dica loro cosa fare.
