Come si costruisce oggi il benessere degli adolescenti? Come si può davvero incidere su quello psicologico, sociale, relazionale e culturale di una generazione che sta cambiando profondamente?
Ne hanno parlato Marco Rossi Doria, presidente di Con i Bambini e Adriano Rossi, coordinatore di Matemù, nella puntata di Wannabe. Il futuro che vorrei su Rai Radio 1 dedicata al progetto BIG – Benessere Inter Generativo.
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Quando il mondo dei ragazzi cambia, anche gli adulti devono cambiare
“Il disagio giovanile di oggi è diverso da quello di ieri. È cambiato perché è cambiata la società, la demografia, le prospettive. I ragazzi oggi sono più soli e anche il presidio adulto, che si è fatto più incerto, è cambiato. Anche gli adulti spesso si sentono spaesati. L’orizzonte è diventato più incerto, segnato da guerre, pandemie, crisi globali, mentre i nuovi strumenti di comunicazione hanno rivoluzionato i modi di stare in relazione. Servono comunità educanti forti, capaci di ricucire le relazioni e di creare nuovi spazi di fiducia tra giovani e adulti” – ha spiegato Marco Rossi Doria.
Un quadro complesso, dove la povertà educativa si intreccia con la fragilità sociale: in Italia, su 9 milioni e 300 mila minori, oltre un milione vive in povertà assoluta e uno su tre in povertà relativa. Dietro a questi numeri ci sono storie di isolamento, mancanza di opportunità e adulti che non sanno più come esserci davvero.
Il Progetto BIG nasce dall’urgenza di ritrovare un senso collettivo dell’educare, di ricostruire legami, di ridare valore alla cura reciproca.
L’importanza di esserci
A Matemù, lo Spazio Giovani e Scuola d’Arte del CIES Onlus, ogni giorno educatori, insegnanti e operatori costruiscono una presenza che va oltre la didattica.
“Matemù è un punto di incontro, di ascolto, di orientamento. Attraverso l’arte e la cultura diamo ai giovani la possibilità di mettersi in gioco, di sognare, di scoprire le proprie attitudini. I ragazzi vengono per suonare, recitare, studiare, ma soprattutto per essere ascoltati.
BIG nasce dalla necessità di ascolto e di messa in discussione di noi adulti come figure di riferimento. Dobbiamo tornare a essere adulti significativi, capaci di accompagnare davvero i percorsi di crescita dei giovani” – ha raccontato Adriano Rossi
Con il Progetto BIG questo lavoro si amplifica, creando una rete di collaborazione tra scuole, famiglie, servizi sociali, operatori, enti territoriali e centri di aggregazione con l’obiettivo di rafforzare il benessere psicologico e sociale dei ragazzi tra gli 11 e i 18 anni.
L’obiettivo è costruire una comunità educante in cui anche gli adulti (insegnanti, genitori, operatori) possano trovare strumenti per capire e dialogare con chi cresce in un mondo sempre più complesso.
Diventare “adulti significativi”
Nel villaggio che Matemù e il Progetto BIG cercano di costruire, educare non è solo trasmettere conoscenze, ma creare legami. Significa ricostruire quel presidio adulto che, come ricorda Rossi Doria, “si è fatto più incerto” ma che può tornare a essere un punto di riferimento stabile, accogliente.
È questa la sfida più grande: trasformare ogni spazio educativo in una comunità che si prende cura, dove nessun ragazzo si senta solo, dove il benessere non sia un privilegio ma un diritto condiviso. Creare un contesto in cui ogni adolescente possa sentirsi sostenuto, visto, accolto.
Perché, come ci insegna l’esperienza di BIG, non basta aprire le porte: bisogna restare. Restare come adulti, come comunità, come villaggio.
“Ho 17 anni e sono birmano. Frequento la scuola alberghiera, sono al secondo anno. Appena arrivato in Italia non è stato facile: stavo sempre chiuso in casa, non parlavo con nessuno, non capivo la lingua. Poi mia mamma mi ha proposto di venire a Matemù. Qua ho conosciuto tante persone, ho fatto un corso di italiano, due anni di teatro e ora suono in una band: io alla chitarra, poi c’è il basso, la batteria e un cantante. Ancora non so bene cosa farò da grande… forse lo chef. Mi piacerebbe aprire un ristorante birmano” – Thomas
“Ho 13 anni e vengo dall’Ucraina. Vivo in Italia da tre anni. Nel mio Paese era difficile studiare, a causa della guerra spesso non c’era la luce e non potevamo andare a scuola. Sono venuta qui per poter studiare meglio. La mia insegnante mi ha parlato di Matemù: mi ha detto che potevano aiutarmi con i compiti e che avrei potuto conoscere persone nuove. Così ho deciso di venire. Ora ci vado tutti i giorni: studio, parlo, gioco. Ho tanti amici e conosco tutti. Quando sono a Matemù mi sento come a casa. Mi sento libera” – Dasha
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Il progetto BIG – Benessere Inter Generativo è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD.
