L’installazione multimediale “Immaginiamo il futuro” aprirà a Roma il 18 giugno nel giardino della Casa Internazionale delle Donne. La prima tappa di questa mostra itinerante, realizzata nell’ambito del progetto AMIL – Alliance Multi-stakeholders for Migrants Integration and Labour, si terrà durante “Portarsi via la notte“, un evento organizzato da Programma integra nella settimana che precede la Giornata Mondiale del Rifugiato.
Attraverso immagini, video e testimonianze raccolte in Italia, Grecia e Cipro, la mostra mette in luce percorsi di crescita personale e professionale, ponendo al centro competenze, aspirazioni e storie di inclusione socio-economica. Offre un viaggio tra esperienze e prospettive, fornendo uno sguardo concreto sul contributo che i migranti offrono alle comunità in cui vivono e lavorano.
Questa narrazione collettiva intreccia esperienze individuali e dimensioni condivise, sottolineando il valore delle relazioni, il diritto di costruire il proprio futuro e le opportunità trasformative che emergono quando l’inclusione e le pratiche di accoglienza diventano realtà.
Un racconto collettivo di esperienze e competenze
L’installazione nasce dai laboratori sulle soft skills sviluppati all’interno del progetto AMIL e prende forma come uno spazio di narrazione immersiva dove si incrociano storie personali, competenze e identità culturali.
Attraverso fotografie, contenuti audiovisivi e materiali narrativi, la mostra dà voce ai partecipanti, condividendo i loro percorsi di sviluppo personale e professionale. Le opere esposte riflettono una diversità di esperienze, unendo culture, lingue e storie di vita, e creando al contempo una narrazione collettiva capace di superare stereotipi e semplificazioni.
Ogni contributo non racconta solo una storia individuale, ma evidenzia anche il valore dell’incontro tra persone di contesti diversi e il ruolo che le competenze trasversali possono giocare nei processi di inclusione sociale e lavorativa.
I laboratori dietro la mostra
“Immaginiamo il futuro” raccoglie i risultati di diversi laboratori sviluppati dai partner di progetto nei paesi coinvolti.
A Roma, il Laboratorio di Soft Skills e Storytelling ha guidato i partecipanti attraverso un percorso di autoriflessione e narrazione personale finalizzato a riconoscere e valorizzare le proprie competenze. Attraverso strumenti creativi e attività di autovalutazione — tra cui una mappa delle competenze non formali ed esercizi di narrazione multilingue — i partecipanti hanno identificato le competenze acquisite attraverso la vita, l’istruzione e le esperienze lavorative, imparando a comunicarle in modo efficace in contesti professionali e colloqui di lavoro.
Sempre a Roma, il Laboratorio di Soft Skills e Teatro ha utilizzato il teatro come strumento per rafforzare l’ascolto, la comunicazione, la fiducia e le competenze interpersonali. Attraverso esercizi di improvvisazione, lavoro di gruppo, tecniche di Teatro Forum e simulazioni ispirate a situazioni di vita reale, i partecipanti hanno esplorato pratiche di mediazione e dialogo interculturale, sviluppando una maggiore consapevolezza delle proprie risorse personali e delle dinamiche relazionali.
In Grecia, il Laboratorio di Decodifica Culturale e Life Skills ha offerto uno spazio di riflessione sui percorsi migratori, l’identità culturale e le competenze sviluppate attraverso esperienze formali, non formali e informali. Le attività hanno incoraggiato i partecipanti a riconoscere il valore del proprio bagaglio culturale e professionale, rafforzando l’autostima, l’empowerment e la partecipazione attiva nei percorsi di integrazione.
A Cipro, il Laboratorio di Preparazione al Lavoro – CV, Soft Skills e Diritti del Lavoro ha fornito ai partecipanti strumenti pratici per l’inserimento nel mercato del lavoro. Le attività si sono concentrate sulla scrittura del CV, la preparazione ai colloqui, la promozione delle competenze trasversali e la consapevolezza dei diritti del lavoro e delle opportunità disponibili nel paese ospitante.
Uno spazio di incontro e dialogo
Più che una mostra tradizionale, “Immaginiamo il futuro” è concepita come uno spazio di incontro tra le comunità locali e i migranti.
I visitatori sono invitati ad ascoltare storie, esplorare immagini e confrontarsi con esperienze che parlano di sfide, competenze, aspirazioni e percorsi di inclusione. L’obiettivo è favorire una maggiore comprensione reciproca e contribuire alla creazione di comunità più aperte e coese.
Ospitare l’evento nei giorni che precedono la Giornata Mondiale del Rifugiato serve anche a sottolineare l’importanza di promuovere percorsi di inclusione che riconoscano e valorizzino le competenze, le aspirazioni e il potenziale di migranti e rifugiati, andando oltre le narrazioni stereotipate e dando visibilità alle loro esperienze e al loro contributo alla società.
Una mostra itinerante che celebra il patrimonio interculturale
Progettata come una struttura modulare e autoportante di 3×3 metri, facilmente trasportabile e adattabile a diversi contesti espositivi, “Immaginiamo il futuro” ha l’obiettivo di raggiungere pubblici diversi ed estendere l’impatto delle attività del progetto.
All’interno dello spazio espositivo, pannelli narrativi, fotografie, illustrazioni originali, registrazioni audio e contenuti video guidano i visitatori in un percorso aperto e partecipativo, trasformando l’installazione in uno strumento di sensibilizzazione e dialogo interculturale.
Il layout aperto della mostra permette a ogni visitatore di creare il proprio percorso tra le diverse testimonianze, favorendo un’esperienza personale e immersiva.
Dare voce alle persone, costruire comunità
“Immaginiamo il futuro” rappresenta il culmine di un viaggio che pone al centro le persone, le loro competenze e il loro potenziale.
Attraverso il linguaggio universale delle immagini, delle storie e delle emozioni, l’installazione invita i visitatori a guardare oltre le etichette e a riconoscere il valore delle esperienze individuali come parte di una narrazione collettiva più ampia.
Perché l’inclusione non è solo l’obiettivo di un progetto: è un processo che si costruisce ogni giorno attraverso l’ascolto, il dialogo e il riconoscimento reciproco.
