Referendum Cittadinanza: un’opportunità per riconoscere i diritti
È stato depositato il 4 settembre in Cassazione il quesito referendario sulla cittadinanza, per chiedere che vengano ridotti da 10 a 5 gli anni di legale permanenza in Italia per poter richiedere la cittadinanza per se stessi e per i propri figli minorenni, come avviene nei grandi paesi europei.
Per troppi anni, il Parlamento è rimasto immobile di fronte alle richieste di molte persone nate e/o cresciute in Italia, che vivono, studiano e lavorano contribuendo al presente e futuro del Paese, ma che non sono ancora riconosciute per quello che sono: italiani e italiane a tutti gli effetti.
Con il Referendum si vuole dare parola a cittadini e cittadine per dimostrare che nel garantire tutele e opportunità non si toglie nulla a nessuno, ma si aiuta l’intero Paese a crescere: diminuire gli anni necessari per ottenere la cittadinanza italiano può infatti essere un inizio per rimettere al centro del dibattito politico la necessità di una riforma complessiva, che non possiamo più rimandare.
Come spiega il comitato promotore “Questa semplice modifica rappresenterebbe una conquista decisiva per la vita di molti cittadini di origine straniera (secondo le stime si tratterebbe di circa 2.500.000 persone) che, in questo Paese, non solo nascono e crescono, ma da anni vi abitano, lavorano e contribuiscono alla sua crescita. Partecipare agevolmente a percorsi di studio all’estero, rappresentare l’Italia nelle competizioni sportive senza restrizioni, poter votare, poter partecipare a concorsi pubblici come tutti gli altri cittadini italiani. Diritti oggi negati. Il Referendum vuole allineare l’Italia ai maggiori paesi europei che hanno già compreso come promuovere diritti, tutele e opportunità garantisca ricchezza e crescita per l’intero Paese. Siamo figlie e figli d’Italia”.
L’obiettivo è quello di raccogliere 500.000 firme entro il 30 settembre. FIRMA ORA!
L’iniziativa è sostenuta dalle seguenti associazioni e partiti: Cies Onlus, Italiani senza Cittadinanza, CoNNGI, Idem Network, Libera, Gruppo Abele, Società della Ragione, A Buon Diritto, ARCI, ActionAid, Oxfam Italia, Cittadinanza Attiva, Open Arms, Forum Disuguaglianze e Diversità, Recosol, MAEC, InMenteItaca, Le Contemporanee, InOltre Alternativa Progressista, Forum Disuguaglianze Diversità, ASGI, +Europa, Possibile, Partito Socialista Italiano, Radicali Italiani, Rifondazione Comunista.
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Cosa dice il quesito del Referendum sulla Cittadinanza?
Il quesito mira a modificare l’articolo 9 della legge n. 91/1992 per ridurre da 10 a 5 anni il termine di soggiorno legale ininterrotto in Italia ai fini della presentazione della domanda di concessione della cittadinanza da parte dei maggiorenni. In Italia la legge era già così dal 1865 al 1992 quando la legge n.91 ha introdotto una irragionevole penalizzazione dei cittadini extra Ue.
Che differenza c’è tra questa proposta e ius soli e ius scholae?
Lo ius soli riguarda solo chi nasce in Italia (circa 500mila persone all’anno), lo ius scholae solo chi completa un ciclo di studi di 5 anni (circa 135mila persone all’anno), questa proposta riguarda le persone che risiedono legalmente in Italia da almeno 5 anni e i rispettivi figli minori (circa 2,5 milioni di persone).
Dimezzando gli anni di residenza legale si regala la cittadinanza?
No. La concessione della cittadinanza non è un automatismo: oltre alla residenza ininterrotta in Italia (che questo Referendum propone di ridurre a 5 anni) resterebbero invariati gli altri requisiti già stabiliti dalla normativa vigente e dalla giurisprudenza, quali: la conoscenza della lingua italiana, il possesso negli ultimi anni di un consistente reddito, l’incensuratezza penale, l’ottemperanza agli obblighi tributari, l’assenza di cause ostative collegate alla sicurezza della Repubblica.
Come funziona nel resto d’Europa?
Il referendum cittadinanza allineerebbe l’Italia alla maggioranza delle normative europee. Il termine di legale soggiorno di 10 anni attualmente previsto dalla normativa Italiana è tra i più restrittivi tra i Paesi dell’UE. La Germania all’inizio del 2024 ha approvato una legge che coincide con le richieste di questo referendum e che ha stabilito il termine di 5 anni di residenza per l’ottenimento della cittadinanza. Lo hanno fatto semplicemente per riconoscere il contributo che molti cittadini stranieri danno alla crescita del Paese.
Per ulteriori informazioni visita il sito ufficiale dell’iniziativa https://referendumcittadinanza.it/
