In occasione della presentazione del 30° Rapporto sulle Migrazioni 2025, la Fondazione ISMU ETS ha offerto una panoramica completa sull’evoluzione dei flussi migratori in Italia negli ultimi trent’anni. In questo periodo, la popolazione con background migratorio è cresciuta fino a quasi sei milioni di persone, portando profondi cambiamenti sociali, culturali ed economici.
Un’evoluzione trentennale: dai primi arrivi alle seconde generazioni
A partire dagli anni ’90 — segnati da eventi epocali come la caduta del Muro di Berlino — l’Italia ha assistito a un progressivo aumento della popolazione straniera. Con il passare degli anni, accanto alle prime generazioni, sono emerse le seconde generazioni, oggi adulte, e stanno iniziando ad apparire le terze. L’acquisizione della cittadinanza ha accompagnato questo processo: ISMU stima che i “nuovi italiani” siano quasi due milioni, a testimonianza di un processo d’integrazione ormai consolidato, sebbene non privo di difficoltà.
I dati del 2024: tra stabilità e nuove dinamiche
Al 1° gennaio 2024, il numero di stranieri presenti in Italia è stimato in 5,755 milioni, con un leggero calo rispetto al 2023 (-0,3%). Tuttavia, gli stranieri residenti sono aumentati a 5,254 milioni. La componente irregolare continua a diminuire, attestandosi a 321.000 persone, ovvero il 5,6% del totale, proseguendo un trend in calo iniziato nel 2019. Le entrate per motivi di lavoro hanno subito un netto calo nel 2023 (-42,2% rispetto al 2022), mentre sono aumentate le richieste di permessi per motivi familiari, di studio, di asilo e protezione internazionale. I cittadini non UE titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo sono 2,139 milioni.
Sbarchi e richieste d’asilo: dati contrastanti
Nel 2024, gli sbarchi via mare si sono fermati a poco più di 66.000, con un netto calo rispetto al 2023 (-57,9%), mentre gli arrivi via terra nei primi sei mesi dell’anno sono stati 3.400 (contro i 5.600 del 2023). Nonostante questo calo, le richieste d’asilo nei primi nove mesi del 2024 hanno registrato un’impennata: +27,1%, con un totale di 116.000 domande.
Immigrazione e lavoro: un equilibrio da rafforzare
Nel mercato del lavoro, la presenza di lavoratori stranieri resta significativa. Nel 2023 si contano 2,317 milioni di lavoratori stranieri tra i 15 e i 64 anni. Tuttavia, il tasso di occupazione di questo gruppo è diminuito nel tempo: dal 65,8% del 2005 al 61,6% del 2023. Al contrario, il tasso di occupazione degli italiani è salito dal 57,2% al 61,2%. Gli stranieri rappresentano oggi il 15,5% del totale dei disoccupati, un dato che evidenzia le difficoltà di piena integrazione nel sistema produttivo.
Scuola e cittadinanza: le nuove generazioni protagoniste
Il sistema scolastico riflette le trasformazioni demografiche. Nell’anno scolastico 2022/23, gli alunni con cittadinanza non italiana (CNI), nati in Italia o all’estero, erano 914.860, pari all’11,2% della popolazione scolastica totale (oltre 8 milioni). Questo dato conferma che l’immigrazione è ormai una componente strutturale della società italiana, a partire dai banchi di scuola.
Uno sguardo al futuro: sfide, opportunità e buone pratiche
Il 30° Rapporto sulle Migrazioni non si limita a presentare dati, ma invita a riflettere sui cambiamenti in atto: dagli atteggiamenti dell’opinione pubblica verso l’immigrazione al ruolo delle politiche pubbliche e delle nuove sfide, incluse quelle poste dall’intelligenza artificiale e dalla digitalizzazione. Costruire una società inclusiva, equa e resiliente dipende anche dalla nostra capacità di affrontare questi temi con visione e responsabilità.
In questo contesto, è nato il progetto AMIL – Alleanza Multistakeholder per l’Integrazione e il Lavoro dei Migranti – con l’obiettivo di contribuire all’integrazione sostenibile dei cittadini di paesi terzi nel mercato del lavoro.
Il progetto si basa su un approccio collaborativo e multi-attore, coinvolgendo istituzioni, imprese, terzo settore e comunità migranti. AMIL mira a sviluppare strumenti concreti per facilitare l’inserimento lavorativo, il riconoscimento delle competenze e la valorizzazione dei talenti dei migranti, anche attraverso azioni volte a superare le barriere strutturali e culturali. Iniziative come questa rappresentano un passo fondamentale per trasformare l’immigrazione da sfida a risorsa per il Paese.
