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Notizie da Tunisi: il CIES ed il suo lavoro ai tempi del Coronavirus - Episodio 3

CIES Onlus

08 أبريل 2020

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Notizie da Tunisi: il CIES ed il suo lavoro ai tempi del Coronavirus – Episodio 3

II CIES onlus conduce dal 2017 in Tunisia il progetto triennale PINSEC (Giovani donne e migranti: percorsi d’inclusione sociale e economica in Tunisia) co-finanziato dall’AICS.

 

Inoltre gestisce dal 2019 il progetto ERMES3, cofinanziato dai fondi FAMI che prevede il ritorno volontario assistito e Reintegrazione (RVAeR) in vari paesi tra cui la Tunisia.

 

Viera Schioppetto, Rappresentante CIES Onlus in Tunisia, ci racconta questi giorni di pandemia dall’altra parte del Mediterraneo.

TERZA PUNTATA

Il secondo fronte su cui siamo stati interpellati fin dai primi giorni riguardava l’impatto delle misure di restrizione sul reddito dei quasi 50 microimprenditori che stiamo promuovendo e sostenendo.

 

Abbiamo in corso il progetto PINSEC finanziato dalla nostra Agenzia Italiana di Cooperazione allo Sviluppo e dei progetti in sostegno ai migranti di ritorno dall’Italia (finanziati dal FAMI) e dagli altri paesi europei (finanziati dall’Unione Europea) e di cui siamo operatori in Tunisia.

 

I microimprenditori di PINSEC per lo più hanno attività di tipo produttivo e di trasformazione: idraulici, apicoltori, parrucchiere, sarte, pasticcere, produttrici di uova di quaglia, produttrici di oli essenziali ma anche co-working space, studi di giovani architette: molte donne e giovani per lo più appartenenti a fasce vulnerabili, ma anche ultra sessantenni senza alcun reddito e capi famiglia. Ci sono poi i migranti di ritorno: si tratta per lo più di attività commerciali, quelle che nel giro di un mese permettono di generare reddito immediato: il piccolo negozio che vende un poco di tutto nei quartieri marginali, la vendita di pezzi di ricambio, la caffetteria dove passare le ore fumando chicha e socializzando – tanto abituale nei paesi del maghreb (ma non solo). Ma c’è anche la pesca artigianale che non può più uscire in mare o la produzione di formaggi, arte imparata in Sardegna negli anni in cui essere irregolari non era un problema per nessuno ma costituiva una ricchezza per l’economia locale e quando è diventata un problema, l’arte di fare i formaggi è diventata una ricchezza per 5 famiglie tunisine che conferiscono il latte della vacca che si trova in giardino per trasformarla in ricotta. Già… ma adesso non ci si può più spostare e quindi anche la produzione di formaggio è bloccata.E poi c’è la falegnameria imparata a Milano e chi più ne ha più ne metta…

 

Chi invece riesce ancora a lavorare sono i venditori di frutta e verdura ambulanti e gli alimentari autorizzati a restare aperti ma che hanno visto ridurre le proprie entrate per la mancanza di disponibilità di denaro dei clienti, come sempre delle periferie.

 

Quindi riduzione o annullamento di redditi per tutti e per di più dal 1 aprile bisogna pagare gli affitti dei locali e delle case.

 

La preoccupazione sanitaria ha un impatto immediato sulle economie fragili di un settore a cui gli ammortizzatori sociali del governo non arriveranno perché appartenenti all’economia ancora informale o di recente costituzione e che per ora non sono ancora oggetto di appoggio. Sono famiglie che non trovandosi nella indigenza non riceveranno gli aiuti sociali abituali. E che saranno incrementati. Quelli che definirei né-né-né: né troppo poveri, né troppo ricchi per farcela da soli né oggetto di aiuti per le piccole imprese perché si tratta di Très Petites Entreprises (imprese molto piccole). Circa 500.000, visibili ma ancora senza rappresentanza di categoria che ne difenda gli interessi.

 

Anche in questo caso sono state messe in atto delle misure immediate di mitigazione del rischio di ritrovarsi per strada: i microimprenditori stanno negoziando con i proprietari che la cauzione versata sia considerata come parte dell’affitto facendoci noi CIES garanti morali perché affidabili.

 

Abbiamo attivato Kit di aiuti alimentari attraverso le organizzazioni locali perché siano assistiti. Stiamo gestendo con i finanziatori la riconversione di alcuni fondi disponibili chiedendo ammortizzatori sociali e allo stesso tempo chiamando a rispondere gli organismi delle Nazioni Unite locali più attivi come PNUD e OIT. Accanto agli ammortizzatori è urgente attivare dei crediti immediati senza interesse e l’inserimento dei microimprenditori nelle reti di assistenza delle autorità locali o con istituti di micro finanza predisposte con cui abbiamo sottoscritto accordi e aziende con cui lavoriamo: la creatività è parte del nostro agire.

 

Anche su questo fronte è stato attivato un coordinamento tra le ONG italiane in Tunisia che hanno progetti (e quindi problemi) affini per promuovere un tavolo di discussione con l’AICS locale. Partecipiamo inoltre ad altre reti di Think Tank per poter risolvere le urgenze e pensare a medio termine strategie di riadattamento di programmi in corso in vista di essere propositivi per nuovi programmi di ricostruzione post-crisi mettendo come valore aggiunto anche le esperienze maturate in altri paesi. Il nostro DNA è costituito da sempre dalla circolazione di idee senza frontiere e senza restrizioni così come la capitalizzazione delle buone pratiche da sempre realizzata ancora prima che diventassero strumenti dei grandi finanziatori.

 

Oggi è importante seguire le regole che abbiamo ascoltato tante volte prendendo i voli che ci trasportavano da un paese all’altro: in caso di emergenza prima mettete la maschera d’ossigeno e poi aiutate chi è più fragile al vostro fianco.

 

Mah ….. difficile capire come annoiarsi in questa epoca di isolamento…. di isolamento?

 

A tra breve per le prossime puntate …

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