Ponti

Contribuire a contrastare le cause profonde delle migrazioni in Senegal ed Etiopia.

Titolo del progetto: PONTI: Inclusione sociale ed economica, giovani e donne, innovazione e diaspore. Cofinanziato dal Ministero dell’Interno.

 

Area geografica d’intervento: Etiopia e Senegal

 

Periodo di realizzazione: 28/12/2016 – 30/10/2018

 

Capofila: ARCS  - Culture Solidali

 

Partner: AIDOS, CIES ONLUS, CIM ONLUS, CIPSI – Cooperazione di Iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale, COOPERMONDO, Associazione volontari, Dokita, Eurosapienza, GMA - Gruppo Missioni Africa ONLUS, Associazione Microfinanza e Sviluppo, Non c’è Pace Senza Giustizia, Oxfam Italia - OIT

 

SENEGAL: AST - Association des Sénégalais de Turin de retour au Sénégal, La Palabre, CoopCim – Coopérative Sociale Coopération Internationale et Migration

 

ETIOPIA: REST - Relief Society of Tigray, WISE -  Organization for Women in Self Employment, Oxfam Great Britain – OGB, Soddo Zuria Woreda Women and Children affair office

 

DIASPORE: FAST – Federazione delle Associazioni Senegalesi del Triveneto Associazione Amici dell'Etiopia ONLUS, AMMI -  Associazione Multietnica dei Mediatori Interculturali

 

 

Il Progetto PONTI intende contribuire a contrastare le cause profonde delle migrazioni in Senegal ed Etiopia, attraverso la promozione dell’occupazione delle donne e delle giovani generazioni e l’implicazione delle diaspore nello sviluppo di attività sostenibili nei Paesi d’origine.

BROCHURE – PROGETTO PONTI

BROCHURE – PROGETTO PONTI

Le impressioni della nostra operatrice in missione:

Quando mi hanno proposto di partire per il Senegal per condurre una formazione nell'ambito del progetto Ponti ho esitato. Tornare in Senegal dopo dieci anni mi faceva paura. Tutti mi dicevano “Vedrai è tutto diverso!” “Ogni cinque mesi cambia tutto, non si riconoscono più le strade”.
Sono partita pensando che non avrei riconosciuto nemmeno me stessa, guardando alla ragazza sognatrice di dieci anni fa con un po' di tenerezza.
Poi ho conosciuto i promotori e Mambaye Diop, l'esperto locale con cui ho condiviso la formazione e mi sono subito ritrovata, tra le strade sabbiose di Thiaroye.
Credo che il mio senso di appartenenza a quei luoghi abbiano avuto un ruolo nella buona riuscita della formazione, ma quello che ha contato di più è stato il gruppo dei promotori: recettivi, interessati, curiosi, disposti a mettersi in gioco e con tante, tante competenze.
Il mio compito è stato, così, soprattutto quello di facilitare il lavoro del gruppo, nell’ambito del Ponti, per arrivare alla costruzione di una campagna sui rischi della migrazione irregolare e sulle opportunità che il progetto e il territorio, con i loro servizi, possono offrire ai giovani.
È stato prodotto un piano d'azione molto ricco per la campagna “toog sabab tekki” (restare, intraprendere, riuscire) in cui si cerca di cambiare l'ordine delle cose, capovolgendo la situazione, come le piroghe del logo o come il termine tekki, frequentemente accostato alla riuscita nella migrazione, che qui viene collegato al restare nel proprio Paese.
Un Paese che cambia e che ha tanta energia da mettere in campo.
Alessia Romeo

I video prodotti in Senegal:

Testimonianze dei protagonisti delle prime attività realizzate in Senegal nel quadro della Campagna di sensibilizzazione e informazione TOOG SABAB TEKKI “Restare, intraprendere, riuscire” del Progetto PONTI coordinato da ARCS (in francese e wolof).

Video realizzato dai promotori del progetto PONTI in collaborazione con il CIES e l'associazione Dokhandem. Lo slogan della campagna "Toog Sabab Tekki" vuol dire "Restare Intraprendere Riunscire" ed è questo il messaggio del video: restare per prendersi cura della propria terra e del proprio futuro.

Scarica il flyer della campagna

Le impressioni delle nostre operatrici in missione:

La missione in Etiopia ha segnato una serie di nostre “prime volte”: la prima volta ad essere andate in missione insieme e co-condotto una formazione; la prima volta ad aver assistito alla cerimonia del caffè e ballato le musiche tradizionali, insieme a Miriam, Azeb, e ai ragazzi e alle ragazze del gruppo dei promotori e la prima volta in Etiopia.
È stata un’esperienza forte ed intensa sia a livello umano che professionale. Abbiamo incontrato un gruppo vivace, motivato, attento e soprattutto partecipe. Partecipe rispetto al tema, sentito come urgente, e partecipe riguardo alle tecniche e metodologie sperimentate. Il clima ludico e sereno che si è creato ha permesso a tutti e a tutte di mettersi in gioco in maniera spontanea, con un’altissima qualità di attenzione e coinvolgimento, nonostante i problemi inguistici: non tutti infatti parlavano l’inglese.
Sono stati molti i momenti che ci sono rimasti impressi: quando si è affermato con forza il Diritto di restare nel proprio Paese; i momenti di ilarità durante le attività di ice-breaking; il momento in cui, in una delle attività finali, ognuno ha scelto la persona che più lo aveva colpito elencando le sue caratteristiche positive, è stato un momento molto commovente per tutti. Infine i momenti in cui abbiamo immaginato e pianificato le attività future per la campagna di sensibilizzazione e come farle.
Questo gruppo ci mancherà tantissimo e un po’ ci dispiace non vederlo in azione durante le attività di sensibilizzazione. Sappiamo che questi ragazzi e queste ragazze faranno un ottimo lavoro sul campo e, per quel che potremo, li seguiremo da lontano.
Valentina Di Odoardo ed Emanuela Soldano

Video realizzato durante la formazione in Etiopia:

Formazione

Capacity Building: Costruzione di strategie condivise, piani di sviluppo locale e meccanismi di risposta integrata

"Let me see my assets before i migrate!”

La campagna di sensibilizzazione

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