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TROS - The Route Of Solidarity

CIES Onlus

25 Fevereiro 2019

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TROS – The Route Of Solidarity

Favorire l’inclusione e la comprensione reciproca con migranti e rifugiati, sostenere e ampliare la rete dei cittadini attivi, costruire una contro narrativa che rafforzi il dialogo interculturale, sviluppando un ampio network di volontari nel settore della solidarietà e dell’inclusione sociale.

 

Sono questi gli obiettivi del progetto «TROS The Route Of Solidarity» che ha visto coinvolto anche il CIES nell’ottavo appuntamento, dal 4 al 13 Febbraio, presso l’associazione APDHA (Asociación Pro Derechos Humanos de Andalucía) con sede a Siviglia, nel sud della Spagna, insieme alle associazioni Pank di Pula (Croazia), Antigone di Salonicco (Grecia) e Un ponte per di Roma (Italia). Tutte realtà che operano in paesi di frontiera, dove le questioni migratorie sono al primo posto nell’agenda politica ma con le prospettive di chiusura e respingimento. A Lesbo, Salonicco, Ceuta, Roma, Palermo, Zagabria, Pula e Siviglia, attraverso otto incontri internazionali sui temi della migrazione si sono potute scambiare best practices di volontariato sviluppate sul campo, rafforzare la conoscenza sulle politiche migratorie dell’UE e sulla situazione nei paesi di frontiera. In quest’ultimo incontro a Siviglia si è avuta l’occasione di partecipare ad una tavola rotonda e alla « Marcha por la dignidad» a Ceuta, l’enclave spagnola in territorio marocchino, punto nevralgico per le rotte migratorie dell’Africa e considerata «fortezza d’Europa» per le politiche di respingimento che stanno attuando gli stati europei. Inoltre a Siviglia, lungo le rive del fiume Guadalquivir e sul ponte di Triana, durante l’ultimo giorno di incontri, i partecipanti al progetto TROS sono stati protagonisti di un’azione di protesta contro le morti nel mediterraneo. Attraverso l’esposizione sul ponte di Triana dello striscione «Que no se ahogue la humanidad», che non si affoghi l’umanità, e lanciando dei salvagente in acqua si è compiuto un atto simbolico per ricordare le 2.275 persone che nello scorso anno morirono o sparirono inghiottite dal mare. Allo stesso tempo si è concluso il lavoro per il manifesto del TROS, a cui hanno partecipato più di 300 persone durante gli otto incontri del progetto. Il Manifesto è destinato ai candidati europei e agli attuali parlamentari europei, e richiama la necessità di riportare, quali priorità dell’agenda europea, la difesa e il rispetto universali dei diritti umani, non come privilegio dei cittadini europei.

 

Cinque gli action point identificati che necessitano di una posizione coerente da parte dei decision makers europei e di essere al centro della prossima agenda europea:

  • Mettere fine alle morti in mare, alla violenza ai confini e lungo le rotte migratorie;
  • Fermare la criminalizzazione della solidarietà;
  • Contrastare la xenofobia con una narrazione positiva in tema di migrazioni e asilo e che rimandi alle possibilità di convivenza tra le comunità;
  • Eliminare degli hot-spots;
  • Mettere fine ai respingimenti e ai rimpatri illegali.

 

Durante l’incontro di Siviglia è stato anche possibile incontrare e discutere della situazione italiana insieme al sindaco di Samassi Enrico Pusceddu, la giornalista Tiziana Barillà, la giornalista Roberta Ferruti di Recosol e l’attivista dell’associazione Baobab Experience Valerio Bevacqua. Insieme al pubblico sivigliano sono stati discussi il caso di Mimmo Lucano e delle pratiche di buona accoglienza del comune di Riace, le leggi discriminatorie appena approvate nel nostro paese, i casi positivi del comune di Samassi, dove il sindaco Pusceddu porta avanti un discorso legato all’accoglienza e non alla chiusura e si spende in prima persona per cercare di dialogare con altri sindaci che fanno della paura e della discriminazione un punto di governo (il caso di Lodi).

 

Le suggestioni, durante questi nove intensi giorni di incontro, sono state molte e molte ancora le azioni da fare per poter comunicare le intenzioni e le volontà di associazioni che combattono quotidianamente le ingiustizie e le discriminazioni. I diritti umani sono la base del vivere comune all’interno della società e vanno difesi in Spagna, in Italia, in Grecia, in Croazia, in Europa e in ogni parte del nostro pianeta.

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