“Per me Matemù, oltre ad essere un luogo di svago in cui posso allontanarmi dai problemi della vita quotidiana, è anche il posto in cui ho trovato una seconda famiglia, persone con cui creare nuove connessioni. È un punto di accoglienza e di ritrovo” Francesco, 21 anni
“Matemù è uno spazio importante per la città e il quartiere. È un punto di riferimento per i ragazzi che hanno bisogno di un posto dove “stare” e di immaginarsi in modo diverso rispetto a come sono abituati. Le attività sono tantissime e questo permette a tutti e tutte di trovarsi un gruppo in cui inserirsi e sentirsi a casa” Giordana, 25 anni
In un contesto in cui sempre più adolescenti si trovano a fare i conti con isolamento, discriminazione, precarietà e mancanza di luoghi sicuri, Matemù è un punto di riferimento dove arte ed educazione si intrecciano per contrastare il disagio giovanile e permettere a ragazzi e ragazze di immaginare nuove possibilità.
Perché “desiderare è una forma di resistenza” e la cultura, l’arte e la socialità non sono un lusso, ma strumenti concreti per sentirsi parte di qualcosa.
Ne hanno parlato Adriano Rossi e Diana Agámez – coordinatore e vice-coordinatrice di Matemù – a Wannabe. Il futuro che vorrei, il programma di Rai Radio 1 che parla dei sogni, desideri e aspirazioni dei giovani ma anche delle loro ansie, preoccupazioni e paure.
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